SEO: fino a che punto ha senso spingersi?

Quando si vuole generare traffico per la propria attività, che sia un blog o un sito aziendale, il consiglio unanime è quello di puntare sulla SEO, ovvero l’ottimizzazione verso i motori di ricerca. In questo articolo quindi voglio mostrare la mia opinione, senza pretendere di essere nel giusto, sui contenuti e la loro preparazione.

La (mia) qualità

Non sono di certo un poeta, ma passo parecchio tempo a rimuginare sulle parole giuste da inserire in un determinato contesto. Questo perché voglio costruire contenuti scorrevoli e allo stesso tempo utili.

Personalmente credo che i contenuti più fruibili siano quelli più diretti, che arrivano al punto senza perdere il tempo di entrambi, lettore e scrittore. Penso che i muri di testo esistano essenzialmente per tre motivi:

  1. il testo non è diviso in modo efficiente;
  2. chi scrive non ha le idee chiare;
  3. c’è interesse ad allungare il brodo;

Il primo punto è sicuramente il più facile da risolvere: si divide il testo in modo logico (con sottotitoli, paragrafi ecc.) in modo da aiutare il lettore a non perdersi e di permettergli di potersi fermare e ripartire.

Anche la soluzione al secondo non è difficile, ma richiede un po’ più di tempo per studiare in profondità l’argomento di cui si parla. È un problema grave, perché il lettore se si accorge che chi scrive gira intorno all’argomento senza comunicare nulla cerca altrove.

Arrivando al terzo punto, se chi scrive ha tutto l’interesse a creare pacchetti d’aria fritta allora la soluzione è delegata al lettore. Ci sono professionisti che da anni studiano ogni strategia per riuscire a parlare di molto poco, diluendo quel poco in un mare di parole e riuscendo anche a non infastidire chi legge. In questo caso conviene sempre chiedersi a intervalli regolari: “Mi sta parlando di qualcosa di concreto oppure sono solo frasi fatte e battute?”. Se la risposta non è la prima allora si sta solo sprecando tempo.

Il compromesso

Non è facile trovare il giusto compromesso tra lunghezza e leggibilità, perché minori parole implicano più termini tecnici e viceversa. Sono arrivato alla conclusione che lo stile Wikipedia sia quello vincente: ogni volta che si incontra un termine tecnico che potenzialmente chi legge può non conoscere inserisco un link (se possibile interno) a un articolo di spiegazione. In questo modo si può scendere in profondità e risalire a piacimento nella maglia di contenuti.

Esiste anche la possibilità di creare un dizionario o jargon che, in stile indice analitico dei libri tecnici, raccoglie le pagine che spiegano quel determinato argomento. In ogni sito minimamente specializzato secondo me può essere un utile punto di riferimento, anche se alla SEO non importa nulla e per lei è solo una pagina come un’altra. La difficoltà è nel fatto che non credo di aver mai visto una pagina simile, quindi sarebbe da implementare da zero.

Forse sul breve termine risparmiare caratteri sembra una scelta stupida, considerando che gli utenti spendono di conseguenza meno tempo sul sito, ma sul lungo periodo confido che siano in grado di scegliere il contenuto migliore.

Rispetto per chi legge

Usando WordPress esistono n-mila plugin per il SEO e tutti insistono con l’inserire dappertutto le parole chiave. Per quanto possa essere una scelta sensata sul breve termine, sono invece convinto che anche questa mossa sia a dir poco deleteria sul lungo periodo.

Chi compie questa scelta sfrutta una particolare versione di un algoritmo che in un particolare momento storico ha il monopolio. Sebbene in questo periodo è difficile immaginare Google detronato dal suo ruolo in futuro tutto è possibile. Le tecnologie cambiano e le piattaforme online, che non sono altro che una particolare implementazione, nascono e muoiono di conseguenza.

Chi scrive un contenuto su internet lo scrive per sempre, perciò deve riuscire a immaginarlo vivo anche a distanza di anni. Per questo motivo non ha senso farcire i contenuti di parole chiave solo per favorire l’algoritmo, rendendo ridicolo il testo agli occhi del pubblico. Bisogna ricordarsi che le impressioni negative sono molto più forti di quelle positive, quindi il proprio nome sarà difficile da rendere nuovamente autorevole.

In conclusione

Sono convinto che sia la qualità dei contenuti a fare la differenza in un mondo in cui tutti possono dire la propria. Per questo motivo eviterei di costruire articoli attorno alla SEO di un determinato momento storico attorno soltanto per guadagnare traffico. Questo comportamento è tipico dei siti di fake news e sono convinto che in futuro i contenuti clickbait finiranno perlopiù per essere ignorati (io personalmente passo oltre).

Alcuni concetti però, come la suddivisione logica del testo, si possono apprendere e integrare all’interno di ogni articolo, senza in alcun modo snaturare il contenuto. In questi casi, se chi scrive ritiene che apportino valore al contenuto, ha senso intraprendere queste buone abitudini.