Perché il pubblico dominio è importante

Perché preoccuparsi del pubblico dominio? Che importanza dovrebbe avere? Sotto sono elencati soltanto alcuni esempi di attività rese possibili da un pubblico dominio solido. Nel 2020 si potrà prendere parte a questo genere di progetti con la ricchezza del materiale del 1924 che sta entrando nel pubblico dominio. (Anche se sotto la legge in vigore fino al 1978 negli USA si sarebbe potuta fare la stessa cosa con opere pubblicate nel 1963 e, a causa del mancato rinnovo del copyright, uno stimato 85% delle opere pubblicate già nel 1991). Tristemente però, a causa dell'estensione dei termini, le opere pubblicate dal 1925 in poi sono ancora soggette a copyright e quindi non disponibili, anche se la stragrande maggioranza delle opere più vecchie non ha più alcun valore commerciale e nessuno beneficia dell'estensione del copyright. Come se non bastasse il pubblico dominio si sta restringendo proprio mentre la tecnologia digitale mette a disposizione gli strumenti per fare, dando il potere a milioni di persone per raccogliere, restaurare e costruire sulla nostra eredità culturale.

Alimentare la Musa ispiratrice

Artisti di ogni genere – scrittori, musicisti, registi, pittori – si affidano al pubblico dominio: "La poesia può essere creata soltanto da altre poesie, le novelle da altre novelle", per come la vede il critico Northrop Frye. I creativi attingono da opere precedenti, e dai manufatti culturali che li circondano; rimescolano filmati con nuovi spezzoni, trasformano libri in recite e musical, prendono in prestito testi e melodie da vecchie canzoni, adattano storie classiche alle dinamiche dei nostri giorni. Ad esempio, tu o tuo figlio potreste essere rimasti a bocca aperta dalle sempre amate versioni Disney di Cenerentola, Biancaneve, Pinocchio e La sirenetta, che sono basate sulle opere di pubblico dominio di Charles Perrault, I fratelli Grimm, Carlo Collodi e Hans Christian Anderson. Come fa osservare Judge Richard Posner, se le opere sottostanti fossero ancora soggetto di copyright, "Misura per misura infrangerebbe Promos e Cassandra, Ragtime infrangerebbe Micheal Kohlhaas e addirittura Romeo e Giulietta infrangerebbe The Tragical History of Romeus and Juliet di Arthur Brooke, che a sua volta avrebbe infranto varie versioni precedenti di Romeo e Giulietta, tutte le quali probabilmente avrebbero infranto la storia di Piramo e Tisbe di Ovidio. E, ovviamente, Romeo e Giulietta è stata la base di molte opere successive, tra cui West Side Story. I frutti creativi del pubblico dominio ci circondano. Un lavoro ispira il successivo. È così che il dominio pubblico alimenta la creatività. Si può approfondire sulla natura cumulativa della creatività in questo amicus di Eldred v. Ashcroft, e approfondire su come la creatività musicale dipenda dal pubblico dominio in "I Got a Mashup", tratto da The Public Domain del professor James Boyle.

Conservare il passato per le generazioni future

Biblioteche, musei, storici, archivisti, insegnanti, registi, editori e curatori di basi di dati si affidano al pubblico dominio per raccogliere, conservare e insegnare sul nostro passato. Chiunque può liberamente restaurare e digitalizzare opere pubblicate prima del 1924, ma fin troppi progetti hanno dovuto lasciar perdere opere antiche per colpa della scadenza estremamente lunga del copyright. Le biblioteche evitano di digitalizzare risorse importanti, gli archivi e le basi di dati restano incompleti, immagini storiche importanti sono cancellate dai documentari, i musei non possono pubblicare o digitalizzare milioni di pagine di documenti d'archivio, foto, storie orali e bobine di film (come ha spiegato il Copyright Office statunitense), tutto ciò perché la proprietà del copyright di queste opere orfane è impossibile da stabilire.

Il caso della conservazione di film è particolarmente delicato perché ci sono film antichi che si stanno letteralmente disintegrando, prossimi ad andar persi per sempre. La stragrande maggioranza della nostra eredità cinematografica consta di film orfani – che sono coperti da copyright ma non hanno alcun proprietario verificabile. Questi includono cinegiornali, documentari, film antropologici, raffigurazioni di vita delle minoranze negli Stati Uniti, film educativi e persino produzioni di qualche studio di Hollywood. Poiché le leggi sul copyright impediscono a studenti e cittadini ogni uso di questi film orfani (inclusi la copia e il restauro al fine di preservarli), le copie esistenti si stanno disintegrando. Questo avviene per colpa del supporto in nitrato di cellulosa di cui sono state realizzate le rende soggette a restringimento, a degassamento che distrugge l'emulsione della pellicola e persino alla combustione spontanea. La stragrande maggioranza (più del 90%) delle pellicole del decennio dal 1910 sono già decomposte e irrecuperabili tramite restauro. I numeri sono a malapena migliori per le opere tra il 1920 fino al 1950. Inoltre il numero di film orfani è da non credere. Nel 2005, dei 13.000 film ospitati al Museum of Modern Art più della metà erano film orfani non disponibili al pubblico. Anche un gran numero dei 150.000 titoli conservati nella Biblioteca del Congresso e dei 46.000 titoli al UCLA Film & Television Archive erano film orfani. (Per maggiori informazioni, vedi il rapporto del 2005 sui film orfani consegnato dal Center for the Study of the Public Domain su invito del Copyright Office). La legge permette a biblioteche e archivi (non ai conservatori in generale) di digitalizzare film che sono negli ultimi 20 anni del periodo di copyright, ma soltanto in circostanze limitate: la biblioteca o l'archivio prima deve stabilire con una "investigazione ragionevole" che l'opera non sta venendo usata commercialmente e che non è possibile ottenerne un'altra copia ad un prezzo ragionevole.

Il problema non affligge soltanto i film. Nel 2001 la American Historical Association (AHA) decise di creare una raccolta on-line gratuita di editoriali dei giornali della guerra di secessione americana, usando due volumi pubblicati in origine da AHA nel 1931 e nel 1942. Gli addetti di AHA si resero conto subito che non era mai stato rinnovato il copyright per il secondo volume, edito da Harold C. Perkins, e di conseguenza era entrato nel pubblico dominio. Tuttavia, il redattore del primo volume, Dwight L. Dumond, aveva rinnovato il copyright a suo nome nel 1959. Gli addetti di AHA ebbero conferma dal necrologio che il dottor Dumond era morto nel 1976 e che aveva lasciato sua moglie e due figli. Gli addetti poi si consultarono con gli ex colleghi di Dumond, biblioteche universitarie, logge massoniche (a cui Dumond apparteneva) e associazioni di veterani (dato che Dumond aveva combattuto la prima guerra mondiale) in cerca degli eredi. Finalmente, quando gli addetti contattarono il Washtenaw County Probate Office per richiedere una copia del testamento di Dumond, scoprirono che i suoi effetti finanziari erano stati ceduti ad una società fiduciaria oggi defunta (la quale avrebbe controllato presumibilmente i diritti d'autore generati dal libro). L'AHA alla fine abbandonò il progetto, dopo aver determinato che non avrebbe potuto garantire la protezione da potenziali responsabilità sul copyright: "Nonostante spese e sforzi considerevoli, non siamo riusciti a rendere disponibile un'opera che resta solo di interesse storico e didattico più che commerciale.". (Modificato ed estratto dai commenti sulle opere orfane dell'American Historical Association al U.S. Copyright Office, 25 marzo 2005).

Si può approfondire sugli costi attuali derivati dalle opere orfane in "Out of Fear, Colleges Lock Books and Images Away From Scholars" di The Chronicle of Higher Education e A Trove of Historic Jazz Recordings Has Found a Home in Harlem, But You Can’t Hear Them. di American Bar Association Journal.

Rendere l'educazione più economica e interattiva

Un corso introduttivo sul pensiero politico moderno includerà di solito opere famose come Il principe di Machiavelli, Il Leviatano di Hobbes, Lettera sulla tolleranza e Due trattati sul governo di Locke, Il contratto sociale di Rousseau e Saggio sulla libertà di Mill. Il contenuto specifico potrà cambiare, ma la maggior parte di questi testi farà comparsa. Tutti questi libri sono nel pubblico dominio. I testi completi sono disponibili on-line gratuitamente. Se si volessero avere le copie fisiche, si potrebbero acquistare versioni ampiamente approvate di tutti e sette i testi da Hackett Publishing per meno di $50. E non è soltanto questione di spesa – dato che queste opere sono nel dominio pubblico si possono liberamente tradurre, annotare, combinare, adattare o estrarre da esse per creare nuovo materiale didattico, pubblicando queste risorse on-line a disposizione di chiunque.

Come sanno bene gli studenti, le letture di un corso con libri contemporanei e protetti da copyright saranno molto più cari. Ma se si comprano nuovi (anche a prezzo di saldo su Amazon), ci si può ritrovare a spendere centinaia di dollari. E, dato che questi testi sono coperti da copyright, non si può postare on-line una raccolta di pagine annotate senza preoccuparsi delle conseguenti possibili cause. Ovviamente il copyright non implica che il materiale didattico debba essere costoso. Il Center (Center for the Study of the Public Domain n.d.T.) offre i propri documenti gratuitamente on-line e in versione stampata a basso costo – ecco il nostro fumetto sulla storia della musica, il nostro fumetto sul fair use e i documentari e il nostro libro di testo aperto sulla proprietà intellettuale. I nostri libri sono soggetti a copyright, ma è ciò che ci permette di renderli liberamente disponibili sotto licenze Creative Commons.

Aprire il governo alle persone

Tutte le opere del governo federale sono nel pubblico dominio. Queste includono leggi, regolamenti, pareri legali e udienze. Public.Resource.Org sta conducendo gli sforzi per rendere tutte queste informazioni accessibili e ricercabili on-line. Gli archivi on-line per il materiale legale offrirebbero un'alternativa gratuita al sito web PACER del governo, che fa pagare per l'accesso agli archivi dei tribunali federali. (Nel 2020 la Corte Suprema svolgerà un caso in cui stabilirà se Public.Resource.Org può pubblicare liberamente materiale legale ufficiale come le annotazioni del Official Code of Georgia Annotated, perché si tratta di un "editto del governo", su cui non si applica diritto d'autore e quindi è di pubblico dominio. Vedi Georgia, et al. v. Public.Resource.Org.) Il pubblico dominio include anche il prodotto creativo dei progetti governativi, come le raccolte della NASA NASA on The Commons (flickr) e l'archivio di immagini e video della NASA, la famosa fotografia "Earthrise" scattata dall'astronauta William Anders e la Farm Security Administration - Office of War Information Photograph Collection, una documentazione pittorica della vita americana tra gli anni 1935-1944 che contiene la potente foto "Destitute pea pickers in California. Mother of seven children. Age thirty-two. Nipomo, California" ("Migrant Mother") scattata da Dorothea Lange.

Migrant Mother e Earthrise sono immagini del governo statunitense nel pubblico dominio Migrant Mother e Earthrise sono immagini del governo statunitense nel pubblico dominio

Sapienza

I ricercatori accademici possono utilizzare liberamente materiale di pubblico dominio, ma cosa succede quando la loro ricerca richiede materiale protetto da copyright addirittura dagli anni '30? Si consideri la tesi della dottoressa Kate Sampsell, "To Grab a Hunk of Lightning": An Intellectual History of Depression-Era American Photography. Nel corso della preparazione del suo manoscritto per la pubblicazione, la dottoressa Sampsell cercò di rintracciare i proprietari dei diritti d'autore di documenti a supporto di un libro del 1932, che esponeva "gli orrori della catena di montaggio subiti dagli afroamericani in Georgia". L'amicus della College Art Association e di altre organizzazioni che sostengono la firmataria di Eldred v. Ashcroft spiega cosa è successo: "L'archivio in possesso di questo materiale non le avrebbe permesso di avere copie di scritti e immagini nemmeno per uso personale, figurarsi per la pubblicazione. Alcuni di questi materiali, infatti, sono stati presi dal Georgia Bureau of Prisons, che li voleva soppressi. Prima [del Copyright Term Extension Act] questo materiale sarebbe diventato di pubblico dominio nel giro di pochi anni. La legge sul copyright è riuscita a mettere a tacere ciò che i segregazionisti non avevano potuto".

Come potete vedere, il pubblico dominio è estremamente prezioso! Ma, a causa di varie estensioni del termini del copyright, abbiamo dovuto aspettare quasi un secolo prima che le opere protette dal diritto d'autore entrassero nel pubblico dominio (nel 2020, le opere del 1924 sono finalmente disponibili liberamente). Secondo gli attuali termini del copyright - vita più 70 anni per gli autori naturali, e 95 anni dalla pubblicazione per le opere d'autore aziendali - è improbabile che si vedano opere create nel corso della propria vita entrare nel pubblico dominio. Questo impone grandi (e in molti casi inutili) costi alla creatività, alle biblioteche, agli archivi, all'istruzione e alla sapienza. Più in generale impone costi alla nostra cultura collettiva. Anche per le opere ancora disponibili in commercio, la riduzione del pubblico dominio aumenta i costi per i cittadini e ne limita il riutilizzo creativo. Ma almeno quelle opere sono disponibili. Purtroppo gran parte del nostro patrimonio culturale, forse la maggior parte della cultura degli ultimi 80 anni, è costituito dalle opere orfane sopra descritte, che non hanno un titolare di copyright identificabile o rintracciabile. Anche se nessuno beneficia dei diritti d'autore, sono comunque probabilmente off limits.

N.B.: Molte delle attività sopra evidenziate necessitano d'accesso ad opere i cui diritti d'autore sono scaduti. Il pubblico dominio comprende anche materiale che non è affatto tutelabile dai diritti d'autore, come idee, fatti e generi - anche questi sono elementi cruciali per la creatività e il progresso. Inoltre, molte attività importanti come le critiche, i commenti, le notizie e le citazioni limitate dipendono dalla legge sull'uso corretto (fair use), che consente di utilizzare opere ancora protette dal diritto d'autore (e non ancora di pubblico dominio) in determinate circostanze.

Tradotto da Why the Public Domain Matters, Center for the Study of the Public Domain.

Licenza BY-SA.


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